La bandiera italiana: tutto quello che devi sapere

Perchè la Bandiera Tricolore Italiana è rossa, bianca e verde? Qual è la sua storia e come viene utilizzata oggi dalle istituzioni e nel mondo militare? Scopriamo insieme come è cambiata la Bandiera d'Italia nel tempo e che cosa l'ha ispirata agli albori!

«Raccolgaci un'unica Bandiera,
una speme:
di fonderci insieme,
già l'ora suonò.»

Il Canto degli Italiani, Goffredo Mameli, vv. 16-17

Recitava così nel 1847 il “canto degli Italiani”, ovvero l’inno nazionale, scritto da Goffredo Mameli e Michele Novaro. In questi versi era molto chiaro il desiderio popolare di liberare l’Italia dall’oppressione austriaca e di fondere il paese sotto una sola bandiera, che fosse simbolo di unificazione. Ma la strada per arrivare a considerare la bandiera come un elemento comune a tutta la Penisola era stata tutt’altro che lineare: fra conquiste straniere, Repubbliche Napoleoniche, stemmi monarchici e addirittura pene di morte, il nostro Tricolore ha vissuto una vita lunga e tortuosa, ma certamente interessante.
Per leggerla basta scorrere in fondo all'articolo, dove l’abbiamo riassunta in maniera semplice e chiara. Intanto, parliamo delle cose più importanti da sapere sulla Bandiera Tricolore Italiana.

I colori e l'ispirazione

Innanzitutto, parliamo dei colori e di ciò che l’ha ispirata.
Per chi ancora non lo sapesse, la seguente notizia potrebbe essere sorprendente: la bandiera Italiana prende le sue basi da quella francese. Niente paura però, in poco tempo il nostro Tricolore ha assunto un significato tutto proprio. I “colpevoli” di questo condizionamento sono stati prima gli ideali della Rivoluzione Francese, ampiamente sostenuti in Italia perché anche noi, come i cugini d'Oltralpe, condividevamo la spinta al cambiamento, al miglioramento sociale e alla consolidazione dei diritti fondamentali dell’uomo. Successivamente, è stata la discesa di Napoleone in Italia con obiettivi di espansione a far sventolare la bandiera blu, bianca e rossa nei territori italiani conquistati e quindi a diffonderla a macchia d'olio sul territorio.

La differenza tra i due Tricolori però stava nel significato, già dall’inizio: mentre il blu e il rosso erano gli antichi toni di Parigi (nonché i colori rivoluzionari) e il bianco rappresentava la casata dei regnanti Borbone, il verde italiano riprendeva dalle divise della Guardia Civica Milanese e il rosso e il bianco erano i colori dello stemma comunale di Milano.

Perché proprio tutto a Milano? Puoi leggerlo nel paragrafo dedicato alla storia della bandiera!

Le date e i nomi da ricordare

Niente paura, non è un saggio di storia: le date importanti sono soltanto due e il nome è uno.
Ovviamente, la data principale legata alla nostra bandiera è quella in cui è stata istituita: il 7 gennaio. Questo giorno, nel 1797, a Reggio Emilia si attestò ufficialmente l’adozione del Tricolore verde, bianco e rosso.
Al tempo era in realtà la bandiera della Repubblica Cispadana ed era orientata per orizzontale, con il verde in alto, ma fu comunque una base di partenza formale per dare vita ad un’identità patriottica e simbolica Italiana. A proporre la bandiera (ecco che arriva il nome), è stato Giuseppe Compagnoni, letterato e giornalista italiano, che proprio per questo è ricordato come il “padre del tricolore”. Ogni anno celebriamo la festa del Tricolore il 7 gennaio, e lo facciamo dalla fine degli anni Novanta. Questo ci porta infine alla seconda data da ricordare, il 31 dicembre 1996: quel giorno, in occasione dei duecento anni dalla sua nascita, con la legge n. 671 è stata istituita la Giornata della Bandiera.

La bandiera oggi

Dopo la Seconda Guerra Mondiale e con l’istituzione della Repubblica nel 1946, la Bandiera Italiana assunse in via definitiva le sembianze che vediamo oggi: tre fasce verticali di colore verde, bianco e rosso, prive di stemmi o fregi. La bandiera va esposta all’esterno delle scuole di ogni ordine e grado, delle università, degli edifici in cui si esercitano le votazioni, delle prefetture, questure e palazzi di giustizia, ma anche degli uffici postali centrali.

CURIOSITA'
Nonostante con l’istituzione della Repubblica la bandiera assunse dei parametri definitivi, non tutti sanno che negli anni mutò leggermente i suoi colori.
Inizialmente infatti le tonalità non erano normate dalla legge quindi potevano assumere le sfumature ρiυ' varie. Tra il 2002 e il 2003 con una circolare del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri si definirono i primi colori Pantone, con tonalità in generale più fredde delle attuali ed un verde tendente allo smeraldo. Nel 2004, sempre attraverso una circolare ministeriale e prendendo come base Pantone, i colori vennero ridefiniti come li vediamo oggi: toni brillanti e un verde ρiυ' caldo.

I nostri militari, come sappiamo, portano lo Scudetto Tricolore sulla spalla sinistra, ma in alcune occasioni possono indossare anche il Modello Rettangolare, scegliendo tra la versione ricamata oppure quella in PVC. Gli aviatori in ρiυ', come accessorio aggiuntivo e non di ordinanza, si possono fregiare con la Bandiera “A Disco”, ovvero quella a tre cerchi concentrici che riprende la coccarda, disegnata sugli aerei militari.
La bandiera non può mancare anche sulle Patch Personalizzate, disponibili in vari colori regolamentari, ordinabili sul nostro sito in diverse versioni oltre a quella Base con solo il nome:

Con bandiera tradizionale a sinistra 

 Con bandiera avio a sinistra 

Con bandiera allungata in basso

 Con bandiera tradizionale, su una patch a base ampia completa di nome e gruppo sanguigno

Salvo simbolismi puramente militari, in generale chiunque può portare o indossare la bandiera perché è un simbolo patriottico e identitario, che ci collega tutti a una storia secolare costruita sul sacrificio dei tanti che hanno dato la vita per garantire a noi ciò che abbiamo oggi. Gli appassionati ad esempio possono accompagnare il tricolore al Punisher, come nella speciale Patch a scudetto gommata.
Infine, oltre alle patch, alcuni fra gli accessori più amati per avere il Tricolore sempre con sé sono i Portachiavi e la Spilla da giacca.
Sul sito di Italia Militare puoi trovare tutto questo e tanto altro!

La storia della bandiera italiana

La formazione ufficiale della Bandiera italiana è strettamente collegata alla prima discesa di Napoleone in Italia per la prima campagna d’Italia (1796-97). È importante ricordare però, che le prime tracce del tricolore verde, bianco e rosso erano apparse già a Genova su una coccarda quasi 10 anni prima (siamo stati influenzati dai francesi, sì, ma le basi c’erano!).

Napoleone tuttavia ebbe un ruolo cruciale, poiché al comando dell’Armata d’Italia conquistò gli Stati che al tempo componevano la penisola e vi fondò nuove Repubbliche (dette “Repubbliche Sorelle”) fra il 1796 e il 1799, tra cui quella Transpadana (l’area era più o meno quella della nostra Lombardia), all’interno della quale istituì la Legione Lombarda.

Inizialmente, in varie città veniva issata la bandiera francese blu, bianca e rossa come simbolo di conquista e di vittoria, ma fu proprio nella Legione Lombarda che si adottò ufficialmente il verde al posto del blu, riprendendo dalle divise della Guardia Civica Milanese (la milizia cittadina di Milano). L'uniforme della Guardia Civica Milanese e la bandiera simbolo di MilanoL'uniforme della Guardia Civica Milanese e la bandiera simbolo di MilanoIl bianco e il rosso invece, ereditati già dalla Francia per il significato di libertà e rivoluzione (ma in Francia erano anche gli antichi colori di Parigi), vennero mantenuti anche in Italia seppur con un significato diverso: erano i colori dello stemma comunale di Milano. Ecco quindi la risposta al perché la nostra bandiera abbia visto gli albori proprio nel nord Italia, nello specifico a Milano: qui la presenza di Napoleone era forte e fu qui che la bandiera francese che segnava la conquista del territorio venne modificata con il verde al posto del blu proprio come bandiera di guerra.


Contestualmente alla creazione della Repubblica Transpadana venne fondata insieme alle altre Repubbliche Sorelle anche quella Cispadana, che comprendeva in linea generale la zona dell’Emilia ma anche Massa, Carrara e la Garfagnana. Questo Stato assunse da subito il tricolore come bandiera di guerra (non ancora come una bandiera nazionale: sono due cose diverse), in preparazione alla battaglia contro gli austriaci a cui avrebbe dovuto partecipare insieme alla Francia, ma fu appena un mese dopo la fondazione che si verificò l’evento ρiυ' importante: il 7 gennaio 1797, a Reggio Emilia, venne approvata la Carta Costituzionale della Repubblica Cispadana e in quell’occasione Giuseppe Compagnoni propose l’utilizzo di una bandiera nazionale verde, bianca e rossa, che venne ufficialmente adottata.
Questa bandiera, seppur costituì il punto di inizio del simbolo che con orgoglio onoriamo ancora oggi, era in realtà orientato in orizzontale, con la fascia rossa in alto e il simbolo della Repubblica Cispadana al centro.

Dalla fusione tra la Repubblica Cispadana e quella Transpadana voluta da Napoleone, nel 1797 nacque la Repubblica Cisalpina con capitale Milano. La celebrazione di questa nuova divisione vide una lunga manifestazione decorata da molte coccarde tricolori e soprattutto da bandiere italiane disposte verticalmente, come la conosciamo oggi.

CURIOSITA'
Quando la Repubblica Cisalpina si trasformò in Repubblica Italiana nel 1802 (nonostante il nome, non comprendeva tutta la penisola ma parte dei territori della Lombardia, Emilia Romagna e Massa e Carrara), mutò anche la sua bandiera, mantenendo i colori ma assumendo una pattern singolare: un quadrato rosso, con all’interno un rombo bianco contenente a sua volta un altro quadrato verde. Questa bandiera ottocentesca ha ispirato lo stendardo presidenziale italiano contemporaneo, in uso dal 14 ottobre 2000!

La popolazione iniziava in questo periodo a dimostrare un attaccamento sempre ρiυ' forte alla bandiera e questa entrava velocemente a far parte dell’immaginario collettivo: in poco meno di vent’anni la bandiera italiana assunse una propria identità, diventando molto celebre e conosciuta e staccandosi dalla primaria identità di “derivato” francese.

Dopo la caduta di napoleone però, la nostra bandiera non visse sempre momenti felici: con il passaggio dei territori del Nord Italia sotto il controllo dell’Impero Austriaco, il tricolore entrò addirittura in clandestinità, facendo rischiare la pena di morte a chi lo esponesse pubblicamente.
Fu Mazzini, con il suo movimento politico della Giovine Italia, a far circolare nuovamente la nostra bandiera e a diffonderla in tutta la penisola con più forza di prima.

Nel frattempo, durante i moti rivoluzionari di metà ‘800, gli austriaci abbandonarono Milano e Carlo Alberto di Savoia mise a disposizione le proprie truppe per il governo provvisorio che si era instaurato nella città lombarda. Tali milizie per l’occasione avrebbero issato la bandiera tricolore come la conosciamo oggi, ma con lo stemma sabaudo al centro (una croce bianca su fondo rosso, contornata da uno scudo blu).

CURIOSITA'
La bandiera adottata da Carlo Alberto di Savoia per le sue truppe in aiuto nel governo provvisorio di Milano è simile a quella del regno d’Italia che venne adottata dal 1861 al 1946, quando in Italia c’era appunto la monarchia dei Savoia, ma non è uguale. Entrambe hanno le tre fasce verticali, ma lo stemma della bandiera del Regno d’Italia ha la croce bianca centrale ρiυ' sottile ed è sovrastata da una corona regia. Inoltre, la bandiera militare di Carlo Alberto era più alta della successiva.

Nonostante ancora in Italia varie Repubbliche e vari governi indipendenti adottassero proprie bandiere, la maggior parte di esse aveva come base il tricolore: questo fu la dimostrazione di quanto esso avesse assunto un simbolismo consolidato su tutto il territorio nazionale.
Addirittura, un tricolore di fortuna formato da camicie rosse, mostre verdi e un lenzuolo bianco era stato issato anche sul pennone della nave che riportava Giuseppe Garibaldi in Italia dall'America meridionale.

Anche quando arrivò la tanto attesa Unità d’Italia, nel marzo 1861, il tricolore venne ovviamente mantenuto e continuò ad essere scelto perché aveva ormai un significato universale condiviso da tutte le parti politiche del Paese: da monarchici sia da repubblicani, dai progressisti e dai conservatori e dai guelfi come dai ghibellini.

Nel tempo quindi, la bandiera Tricolore Italiana ha assunto varie forme e disposizioni, e ne avrebbe modificati altri ancora con il fascismo, giungendo poi alla Repubblica del 1946 e venendo modificata come la conosciamo oggi. Nonostante i cambiamenti nel tempo, una cosa è rimasta immutata: le fedeltà al colore verde, scelto proprio dagli italiani, e l'orgoglio con il quale la ammiriamo e la onoriamo ogni giorno.

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